Omelia 29 Domenica

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Xxvi Anno B Domenica del Tempo Ordinario. Letture: Numeri 11:25–29 Salmo 19:8,10,12–14 Giacomo 5:1–6 Marco 9:38–48
Il vangelo della liturgia odierna ci racconta un breve dialogo tra Gesù e l’apostolo Giovanni, che parla a nome di tutto il gruppo dei discepoli. Essi hanno visto un uomo che scacciava i demoni nel nome del Signore, ma glielo hanno impedito perché non faceva parte del loro gruppo. Il Padre eterno, il Dio invisibile, consiglia agli apostoli tramite Gesù Cristo di avere una mente aperta e comprensiva e di guardarsi dalla tentazione di chiudersi. Giovanni crede di proteggere la purezza del nome del Signore. Ma, in realtà, sta solo proteggendo il suo privilegio e il suo status. È significativo che gli Apostoli vogliano chiudere il ministero di un esorcista. L'autorità di scacciare i demoni e gli spiriti impuri era uno dei poteri specifici affidati ai Dodici ( Marco 3:14–15; 6:7, 13). Lo Spirito Santo non vuole chiusure; vuole apertura, comunità accoglienti dove ci sia posto per tutti. Dio può e farà grandi cose attraverso le persone più inaspettate e improbabili. Tutti noi siamo chiamati a svolgere anche i nostri compiti più umili, come dare un bicchiere d'acqua, per amore del Suo nome e per la causa del Suo regno.
Se qual cosa in te è motivo di scandalo (σκανδαλίζω= motivo di inciampo, ostacolo, o causa di peccato), taglialo. Taglialo ! Subito ! Gesú radicale in questo, esigente, ma per il nostro bene, come un bravo medico. Ogni taglio, ogni potatura, è per crescere meglio e portare frutto nell’amore. Chiediamoci allora: Cosa c’è in me che contrasta con Cristo? Che cosa, concretamente, Gesù vuloe che io tagli nella mia vità ? Responsabilità personale. Purificami dai miei difetti sconosciuti, preghiamo nel Salmo di oggi.
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